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19 aprile, 2011

MA NON SE NE POTREBBE FARE A MENO?

Questa è una domanda che ultimamente, con sempre più insistenza, mi martella la mente soprattutto quando mi accomodo sul divano per la mia quotidiana ipnosi televisiva.



Conscia di quanto sia desolante 250 giorni all’anno (gli altri 115, che a volte coincidono con il periodo di garanzia, li abbuono per magnanimità) il panorama televisivo italiano, non mi aspetto chissà che programmi, ma almeno qualcosa che non mi generi imbarazzo, crisi isteriche ed eritemi diffusi.


Ecco, questa mia flebile speranza viene puntualmente spenta sul nascere quando in prima serata vengono proposti programmi come “Lo show dei record”. Preciso subito che non è tanto il contenuto dello show che mi fa sorgere la domanda “Ma non se ne potrebbe fare a meno?”, ma la sua inconsistenza, ovvero, l’idea è buona è il fatto che da questa si sia costruito un programma prime time che la penalizza.


Avessero optato per un formato da un quarto d’ora come traino per altri programmi, allora certe performance al limite del digeribile sarebbero state accolte con un “wow” dalla sottoscritta invece che da un sentimento di pietà mista a vergogna per questi poveri fenomeni da baraccone.

Tutta l’impalcatura del programma non regge: i ritmi sono incostanti, tanti tempi morti durante i quali gli autori piazzano esibizioni inutili, la maggior parte dei record che si vogliono infrangere sono veramente banali e poco entusiasmanti (come quello del Rubberband Boy, che ha cercato di superare il record del maggior numero di elastici tesi sulla faccia in un solo minuto…ahahahahahaha…), e di performance veramente eccezionali a puntata ce ne saranno sì e no tre.

Un po’ pochino per essere definito “Lo show dei record”, diciamo che è più un teatrino delle assurdità… ah, mio nipote è anche lui un piccolo record man … riesce ad infilarsi tutto l’indice nel naso quando si scaccola!!!

La Sciura Maria

22 marzo, 2011

“PERLE AI PORCI”: LA NUOVA FICTION NELL’ERA DEL DIGITALE TERRESTRE

Quando ancora studiavo Economia dei Media all’Università mi è stato inculcato in testa che con l’avvento del digitale terrestre ed il conseguente potenziamento dei canali, ci sarebbe stato più spazio per la produzione di nuovi contenuti…se però per NUOVI CONTENUTI si intendono fiction come “Non smettere di sognare”, allora preferivo il caro vecchio analogico e le repliche delle repliche della Signora in Giallo.


Già solo leggere tutto il titolo pregiudica seriamente la mia autonomia respiratoria, se poi vogliamo entrare nello specifico, questa è la tipica scopiazzatura di serial e film triti e ritriti made in USA con protagonista la solita moderna Cenerentola che campa facendo la sguattera ma che in realtà è Carla Fracci sotto mentite spoglie. Ah, dimenticavo, in tutta questa originalissima storia non può certo mancare il ricco bonazzo di turno che ovviamente non pensa solo a divertirsi con la leggiadra donna delle pulizie, ma si innamora anche!!!


La cosa che però mi fa veramente innervosire non è tanto la banalità della trama, la scarsità di talento recitativo della maggior parte degli attori o l’evidente poca fantasia anche nelle scelte dei costumi di scena (mi riferisco alla mise della protagonista, body nero e scaldamuscoli in tinta, uguale uguale a quello di Jennifer
Beals in Flashdance….esistono anche altri colori e modelli!!!!!!!!!), ma è la presenza di Giuliana De Sio.



Sì, mi fa ribollire il sangue vedere un’attrice brava e carismatica come la De Sio prendere parte a produzioni così imbarazzanti. Un’altra situazione analoga di evidente spreco di risorse è stata a suo tempo anche il “Bello delle Donne” dove, se non fosse stato per la De Sio e per l’altro cavallo di razza Virna Lisi, col cavolo che avrebbe avuto il successo che ha avuto.
È come se accompagnassi una triste e gommosa pizza surgelata con un delizioso e carissimo bicchiere di Brunello…a quel punto sarebbe meglio se mi dessi al digiuno…anche televisivo!


La Sciura Maria

08 marzo, 2011

THE NIGTHMARE BEFORE MONDAY

Grazie a Dio domenica 6 Marzo c’è stato bel tempo e la sottoscritta non si è fatta mancare un bel pomeriggio all’aria aperta, perché altrimenti le opzioni per occupare la giornata erano o i pallosissimi e terrificanti contenitori domenicali propinati dalle ammiraglie Rai e Mediaset o stirare la pigna di vestiti alta quanto un bambino di sei anni. Sappiate che avrei, senza dubbio alcuno, optato per ferro e asse da stiro…



Io non mi capacito come nel 2011, l’anno della svolta al digitale, dei contenuti innovativi e del “on demand”, ancora possano andare in onda programmi come Domenica Cinque. Per essere sincera devo spezzare una lancia a favore di Federica Panicucci, che rispetto a Barbara “simpatia da 4 soldi” D’Urso, è sicuramente più fresca (sia fisicamente, sia come repertorio linguistico e mimico-facciale). Inoltre l’ex Raperonzolo degli anni ’90, in confronto alla D’Urso, sa sostenere un botta e risposta con gli ospiti senza esibire gli atteggiamenti da Maria Goretti o da “simpatica canaglia” rigida e sfigata tanto amati dalla ex padrona di casa.

Tornando però al programma, mi duole constatare che purtroppo anche a questo giro il leit motiv di tutta l’intera trasmissione sono le chiacchiere da cortile, qualsiasi sia l’argomento affrontato. Si parla di un efferato omicidio? Beh, quale occasione più ghiotta per giocare ai piccoli Poirot e sparare boiate a raffica su movente e papabili colpevoli, senza dimenticare magari di dire che la vittima il giorno prima della morte aveva giocato su Facebook a Farm Ville e che quindi era un’amante della natura e da ciò si evince che ad ucciderla può essere stato un imprenditore chimico avvezzo all’inquinamento delle falde acquifere.

Se ciò non bastasse, ovviamente, durante le quasi 5 ore di diretta c’è anche il tempo per commentare il Grande Fratello: l’eterna autoreferenzialità che sinceramente ci ha smerigliato i gioielli di famiglia!!! Non voglio entrare troppo nel dettaglio, perché già mi prudono le mani, ma vorrei farvi notare che in questa parte di Domenica Cinque oltre ai vari ex concorrente del “padre di tutti i reality”, spicca un personaggio dotato di un musetto dallo sguardo sagace quanto una triglia ed una simpatia travolgente quanto una ginocchiata nei denti: Gabriele Parpiglia, giornalista di gossip.

E io che ho sempre pensato che i giornalisti fossero persone con una cultura vasta ed una notevole abilità di scrittura, a confutare questa mia teoria, però, ci ha pensato il sopracitato, che dietro quel fascino intellettuale da portinaia cela, ma neanche troppo bene, il suo unico ed inimitabile talento: seminare zizzania con pettegolezzi da servetta.

Speriamo che anche domenica prossima il meteo mi dia grandi soddisfazioni!





Di seguito posto un link che vi farà capire meglio chi sia Parpiglia
http://www.adgnews24.com/2010/12/04/lele-mora-ed-i-soliti-giornalisti-di-corte/

 



La Sciura Maria

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