Conscia di quanto sia desolante 250 giorni all’anno (gli altri 115, che a volte coincidono con il periodo di garanzia, li abbuono per magnanimità) il panorama televisivo italiano, non mi aspetto chissà che programmi, ma almeno qualcosa che non mi generi imbarazzo, crisi isteriche ed eritemi diffusi.
Ecco, questa mia flebile speranza viene puntualmente spenta sul nascere quando in prima serata vengono proposti programmi come “Lo show dei record”. Preciso subito che non è tanto il contenuto dello show che mi fa sorgere la domanda “Ma non se ne potrebbe fare a meno?”, ma la sua inconsistenza, ovvero, l’idea è buona è il fatto che da questa si sia costruito un programma prime time che la penalizza.
Avessero optato per un formato da un quarto d’ora come traino per altri programmi, allora certe performance al limite del digeribile sarebbero state accolte con un “wow” dalla sottoscritta invece che da un sentimento di pietà mista a vergogna per questi poveri fenomeni da baraccone.
Tutta l’impalcatura del programma non regge: i ritmi sono incostanti, tanti tempi morti durante i quali gli autori piazzano esibizioni inutili, la maggior parte dei record che si vogliono infrangere sono veramente banali e poco entusiasmanti (come quello del Rubberband Boy, che ha cercato di superare il record del maggior numero di elastici tesi sulla faccia in un solo minuto…ahahahahahaha…), e di performance veramente eccezionali a puntata ce ne saranno sì e no tre.
La Sciura Maria

