Levami l'aria
Avrei dovuto fermarlo, levargli l'aria e il sangue, poi. Ma si sa, il cuore e' parte di quella incomprensibile aritmetica del fatale che racconta di numeri agli analfabeti della ragione.
Vbz
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13 dicembre, 2013
07 dicembre, 2013
Trionfi, di vitobenicio zingales
Trionfi
L'amore dannato e la santità degli amanti esaltano un trionfo pari alla potenza del "matrimonio perfetto". Quale altro Dio, oltre l'uomo, ha creato così magnificenti inferni?
Vbz
L'amore dannato e la santità degli amanti esaltano un trionfo pari alla potenza del "matrimonio perfetto". Quale altro Dio, oltre l'uomo, ha creato così magnificenti inferni?
Vbz
17 gennaio, 2013
senza, di vitobenicio zingales
senza
bastavano due passi per un'altra mano da gridare a quel negoziare di torcenti amplessi. privi di rampe, si sporgevano sul mosto più mordace, rilasciando alle gocce l'erudito ufficio della frode.
sapevano come strappare al vetro l'impudenza dello squarcio, ma tra andito e ingresso, ricaricabili orgasmi, giustificavano sottovoce l'esercizio di quel mordere sottobanco, "resti? no, è tardi." e sull'ombra del quando, riformulavano allo spreco il prezzo del vantaggio.
vbz
photo di bryan remer
16 ottobre, 2012
porcellane, di vitobenicio zingales
il calice colpì il bordo ancora umido del suo pretendersi puttana, insinuando bisbigli, come frammenti di sangue caduti nella pietra. lasciò che il frattempo doppiasse le cicatrici appese alle pareti, ma il vigore dei chiodi, nonostante l'attutirsi del pretesto, riuscì a penetrare i tatuaggi dovuti al dolore. quasi per noia, nuda e vincibile, alluse alle chimiche migliori, invitando le dita a saziare l'ultimo quarto di coscienza aggrappato agli scaffali dell'ultimo dio da aggiornare.
nuda e vincibile, cominciò, piano, a toccarsi.
vbz
photo bryan remer
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photo bryan remer
28 settembre, 2012
rimmel, di vitobenicio zingales
rimmelguarda come ti guarda la notte, sulla punta a sangue di una lama e il suo odore farsi preda, sul colpevole pretesto di una goccia. guarda come spezza il ghiaccio nelle vene piene dell'assenza e il suo buio farsi dita, sul vetro a pelle d'ogni voglia. guarda come ti squarta lupa, sul getto maschio di un respiro e il suo inferno maledirsi miracolo, sul gonfiarsi ombra del silenzio. guarda come ti guarda la notte, sul mordere del farsi alba inevitabile e il suo sudore dilatare tempo nel tuo seno piano. senti come frantuma sabbia ogni parola che dice dubbio, sulla saliva a taglio del tuo farti caldo. guarda come ti guardano le mie mani, sul rasoio di uno slancio, prima che la notte chiuda gli occhi e faccia luce ...
vbz
photo bryan remer
27 settembre, 2012
fatti mare appena, di vitobenicio zingales
fatti mare appenafatti mare appena chè non hai più tempo per risalire dio dal quel bere gocce accanto. la tua gola racconta odori di tenaglie oscene e il tuo "comunque vivo" è carne ormai per i numeri tiepidi dello sbaglio. adesso vinta, non tentare il museo grigio dei passabili ritorni e non obbligarti a digerire il turno svelto degli amanti. la tua schiena e' pelle viva al sale del letto vuoto. fatti mare appena chè il buio sa farsi ancora umido al misurato pasto dei tuoi occhi ancora ...
vbz
photo bryan remer
21 settembre, 2012
se crepo, di vitobenicio zingales
se crepo
se crepo, vestiti di rosso. fatti sangue nel sangue versato e donati saliva, ancora, alle mie inespugnate catene. neppure una lacrima, alle lame nel cuore. neppure una goccia sul mio petto squartato. vestiti di rosso, se crepo. fatti luna nella morte raccolta e regalati pelle, ancora, alla boria delle mie umide vene.
se crepo ...
forma maledictio, di vitobenicio zingales
fallo. obbligami a quel tuo nero languore. t'imploro, non avere pietà. non dubitare: rimescola nel tormento la gioia dei pugnali. persevera inganno, restituiscimi la morte: le mie ali alludono al voglioso spasmo dei ratti. fammi la colpa e dimmi l'oltraggio ... la sapienza del dio è nel mescolarsi dell'oro col bruno del fango. d'ogni mia goccia ti concedo la sorte e fino all'ultimo orgasmo del sangue. sana la mia acqua e succhia dal mio pane ogni genere di vita. la mia vocazione allo slancio è avida come la vela affamata del soffio. appendimi ai tuoi denti e fammi sentire il getto delle vene. sotterrami nel delitto e impastami col più esecrabile peccato. manifesta alla mia carne l'impeto dei lupi e saccheggia l'idea del dio del mondo. santificami nel danno e poi a fondo logora il taglio. desta l'incubo e dona alla mia peste l'errore del domani. rendimi zoppo, squarta a pezzi il mio cuore e da ogni mio osso succhia il midollo dell'inutile amore. spalancami, tendimi, spezzami ... inghiotti ogni briciola del mio inservibile tempo e del mio destino, che mi segna doppio, squarta la coscienza del quando. guardami: a te, odioso angelo, mi offro. guardami: ricuci lo strappo tra il mordere del rimorso e il succhiare del rimpianto.conficcami l'artiglio nel costato e prima di morirmi, ladra, puttana, bugiarda, io t'imploro: baciami.
odori puttana, di vitobenicio zingales
le tue ali al mattino, ma odori puttana, non appena, angelo, fai di me il tuo dio.
vbz
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