Mi interrogo spesso sulla necessità e in ultima analisi utilità di ciò che si scrive. Concludo che il diritto che in tanti rivendichiamo ad intervenire, facendo sentire la nostra opinione sulle più disparate questioni, sia senza ombra di dubbio sacrosanto perché conduce ad una irrinunciabile e preziosa ricchezza. Il diritto ad esprimersi e la sua enorme estensione prodotta da Internet, sono un bene per la società, una preziosa conquista e siamo tutti bravi a capire il perché. Fatta questa dovuta premessa e fugato in tal modo ogni incertezza in proposito, vorrei però sollevare un dubbio, che in me è talvolta certezza, che può risultare provocatorio e in fondo lo è. Credo che in questi anni si stia assistendo ad una “abbuffata” di parole, chiacchiere, opinioni e confesso, senza paura di apparir presuntuosa perché al vaglio della mia analisi passa soprattutto la mia scrittura, di sentirmi sommersa da tutto questo vociare, spesso senza senso. Ognuno vuol dir qualcosa,
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18 dicembre, 2010
02 dicembre, 2010
Resto ma vado via di Concetta Celotto
Gli elenchi fatti da Fazio e Saviano in tv mi hanno molto colpito per la loro intensità e pertinenza. Quelle di “Vieni via con me” sono state senza dubbio quattro puntate di ottima televisione che hanno commosso, spinto a riflettere, insegnato, e fatto capire, per lo meno a me, che esiste ancora (non lo speravo più) una buona Italia fatta di persone pensanti. Una sana iniezione di coraggio e fermezza che credo siano stati davvero utili a tanti italiani che come me si sentono depressi dinanzi alla decadenza morale e civile del nostro paese. Ciò che ritengo sia più prezioso è il valore della resistenza civile e Saviano con i suoi bellissimi monologhi, e tutti gli altri ospiti con i loro elenchi e le loro storie, ce lo hanno ricordato perché in fin dei conti ciò che conta, scusate il gioco di parole, è il tener fede a valori di giustizia e verità. Ciò che ci rende davvero uomini è lo sforzo costante di andare oltre il basso istinto, la cieca necessità, la bruta materialità dell’esistenza per affermare una nuova e più alta necessità, quella di un comportamento ispirato ad una razionalità etica, ad una moralità razionale. Tra quelli fatti, gli elenchi del vado via e del resto qui, mi hanno
17 novembre, 2010
Il teatro, la vita e la poesia di Concetta Celotto
Ho da poco ripreso la mia scuola di Mimo Corporeo, una disciplina insieme fisica e spirituale tesa a rafforzare il controllo della mente sul corpo e viceversa. Una disciplina che è questo, ma tanto altro ancora. Tuttavia non è di ciò che è il Mimo che vorrei parlare, argomento pur appassionante, ma di quanto il Teatro e l’Arte in generale diano poesia e senso alle nostre esistenze. Semplici osservazioni, così, nate ascoltando il mio maestro di mimo Michele Monetta, sentendo e scrutando l’emozione che attraversa lo sguardo di chi con me è lì a sperimentare la dolce fatica dell’esercizio fisico e della disciplina dello spirito.
Ciò che, in particolare, mi ha colpito durante la nostra prima lezione, è stato vedere e immaginare le rivoluzioni e i mutamenti di prospettiva di quanti, molto giovani, si accingevano ad iniziare un percorso che per me e per i miei compagni dura già da un anno. Nello specifico, a restarmi impressa è stata l’espressione di un ragazzo in cui ho scorto come una presa di coscienza, l’insinuarsi in lui di nuove consapevolezze. Credo che
27 ottobre, 2010
Noi, la monnezza e la Bellezza di Concetta Celotto
Ho sempre pensato che la questione della “monnezza” avesse un qualche, neppur recondito, legame con la perdita del senso della Bellezza. Un fatto assai triste, a pensarci, che fa venire voglia di scappare da terre che pur conservano con orgoglio le vestigia del loro antico e recente splendore. Un fatto che fa rabbia, anche, se penso all’arroganza ignorante dei tanti colpevoli, indegni di portare il nome di uomini, ridotti alla stregua di bestie, sensibili solo al loro basso istinto. È di questi giorni la cronaca della grave situazione a Terzigno e Boscoreale, è di questi anni lo scempio furioso dei nostri territori campani. Bellezza ferita, stuprata, scippata. Sappiamo ormai a memoria di chi siano le colpe, giornalisti, scrittori, videomaker hanno documentato e portato a conoscenza i meccanismi e i giochi di potere di chi ha avuto il suo sporco interesse a devastare i suoli, a distruggere l’ecosistema. Mentre gli uni rovinano, gli altri (che appartengono alla stessa grande famiglia) fanno finta di cercare soluzioni, ben sapendo, e
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