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03 ottobre, 2010

Il sorriso di Zdeněk

Il paradosso di un sabato pomeriggio.
Riposo, lento e piacevole. Cefalù.
Persone agghindate per la passeggiata nel corso principale.
Chiacchericcio sostenuto di paesani e turisti.
E poi il sorriso di Zdeněk, artista di strada, dalla repubblica Ceca.
Gioca con i passanti e con il suo cane, fa le smorfie ai bambini, non chiede nulla.
Non chiede mai, se non una sigaretta.
Zdeněk si siede accanto a noi e ci regala inaspettatamente una lezione.
Ci dice: «Il sorriso. Bisogna sempre sorridere. Non costa nulla».
Gli occhi verdi si illuminano.

Alle volte le cose accadono per un motivo misterioso. Non so se avessi bisogno di quelle sue parole, ieri pomeriggio.
Ma sospetto di sì.


ps: diretta raiuno sulla visita del papa. brevemente parlano di 3P (padre pino puglisi), il cui sorriso fece convertire il suo assassino. un caso?
peccato che poi abbiano inquadrato il nostro sindaco... che dava il benvenuto al Pontefice... Nausea e un senso di presa per i fondelli... Un caso? NOOOOO
Elisabetta Costantino

Foto di peter lindbergh "Angel"

18 settembre, 2010

Plan de espana

Più civiltà
Più libertà
Più comodità
Più passione
Più democrazia.
Lotto per rimanere. Ma alle volte è dura...
Elisabetta Costantino

Foto di Andrea De Luca

23 agosto, 2010

BENE culturale. MALE sociale

Pomeriggio. Sole quanto basta. L’autostrada riposa prima del controesodo estivo. L’idea è quella di spostarsi da Palermo per arrivare a Salemi. Poco più di un ora di autostrada, serpeggiandone le “quantomeno” strane, interminabili curve.

Il nome di questa città, negli ultimi mesi, è apparso in maniera esponenziale su TV nazionali e carta stampata, per le idee, apprezzate o meno, del sindaco. Questi, originale ed eccentrico, è riuscito a canalizzare l’opinione pubblica.

Dopo aver promesso le case ad un euro, con spiegazioni più che convincenti a parer mio, nel maggio scorso ha lanciato la provocazione più inaspettata: dedicare alla mafia, addirittura un museo. Questa notizia ovviamente ha fatto rizzare le orecchie e non solo, un po’ a tutti.

Ho scelto la linea del non indagare troppo, per lasciare la visione del museo più pura, convinto del fatto che, in un modo o nell’altro, mi sarei fatto influenzare.

Anzitutto sono rimasto abbastanza colpito dal fatto che, a Salemi, bastano € 5,00 per vedere tutti i musei. Con un unico biglietto si possono vedere le opere di Agostino Arrivabene, Dino Valls e Nicola Samorì, visitare il museo del Paesaggio, con la meravigliosa selezione di foto di Luigi Ghirri e la proiezione del lungometraggio Deserto Rosa, di Elisabetta Sgarbi. Con lo stesso biglietto si può ammirare perfino una mostra su Garibaldi, davvero “innovativa”.

Si arriva così al tanto discusso museo della mafia.

Entrando sulla destra ci si imbatte in dieci cabine numerate dalla 001 alla 010. Tutto intorno buio. Quel buio esalta i numeri tracciati sulle cabine. L’ordine di visita, ti dicono all’ingresso, non è importante. L’ingresso nelle cabine è riservato ad una persona per volta. Non voglio svelare il contenuto delle cabine, ma posso dire che bisogna davvero viverle senza fretta. Chi ha creato questo “schema”, è riuscito a farti entrare, con odori, immagini e suoni, nella dimensione giusta per pensare. Per scuoterti. Alcune di queste cabine sembrano dirti “guarda, guarda ed ascolta”.

Dopo la visione della cabine si passa ad un interessante viaggio fra le testate dei giornali, inerenti alle notizie riguardanti la malavita. Un alternarsi di uccisioni, arresti eclatanti, facce sorridenti e volti sfigurati. In questi corridoi non puoi non fare a meno di pensare. Di scuoterti. Magari a nomi che avevi dimenticato e che non avevi mai sentito. Di assassini, ma anche di eroi. Se fossimo bambini forse diremmo di buoni e di cattivi.

Continuando il giro, ci imbattiamo nelle fotografie della Palermo che fu. Ville antiche diventate magicamente parcheggi al centro. Anche questi scatti fanno riflettere, imprimendo nelle nostre coscienze le immagini di un paesaggio martoriato.

In un'altra stanza troviamo i quadri di un “pentito” di mafia (i nomi di questi signori manco s’avissiro a scriviri) che col suo stile tremendamente naif, ci propone piovre, cemento e natura, dai colori caldi e primitivi.

Il giro termina con la bellissima mostra fotografica dedicata al poeta Leonardo Sciascia. Le splendide fotografie lo ritraggono in atteggiamenti rilassati assieme ad amici, con uno sguardo sereno, impressionato sapientemente su pellicola in B/N.

Uscito fuori. La luna è prossima a dare il cambio al sole. Le strade prendono colori come il giallo vivo, il turchese ed il blu. I negozi hanno appena abbassato le saracinesche. In un vicolo un cane dormicchia davanti ai “rivali” gatti che mangiano.

Accendo l’auto, e faccio ritorno verso Palermo. La mia città.

Uno dei teatri di tutto quell’orrore visto in quelle sale, che ha riempito gli occhi e le narici di pensieri.

Ed è mentre cammini lungo le curve dell’autostrada che ti chiedi veramente se questo museo serviva. Ti chiedi se avrà lo stesso effetto degli innumerevoli sceneggiati Tv sulla mafia, scritti e confezionati per lanciare o rilanciare una miriade di attori “fintamente siciliani”. Forse. In raltà dipende dalla gente.

La mafia fa disgraziatamente parte della nostra cultura, è inutile nascondere la bestialità del nostro passato, facendo finta di essere tutti “bravi cristiani”. L’idea della malavita, purtroppo, continua a marchiare una parte, sempre più piccola però,è bene scriverlo, della nostra società. Per sconfiggere il proprio nemico bisogna conoscerlo profondamente, intimamente.

Bisogna studiare, educando la gente a lottare contro ciò che stupra le nostre origini, che crede di poterci assassinare con l’ignoranza. I nostri professori devono essere tutti gli eroi che hanno lottato e che lottano contro quella montagna di merda, come amava definirla Peppino Impastato.

I musei sono importanti, non devo certo ricordarlo io.

l'articolo 101 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.Lgs. 42/2004), lo definisce come "struttura permanente che acquisisce, cataloga, conserva, ordina ed espone beni culturali per finalità di educazione e di studio".

Andrea De Luca

(per D’Impatto)

03 agosto, 2010

Agosto Sanità non ti conosco

Già ieri piazza Ottavio Ziino si andava animando e colorando di giallo fluorescente, il giallo delle divise degli operatori delle ambulanze e automediche che trasportano gli emodializzati della provincia di Palermo. Oggi piazza Ottavio Ziino, alle 07.50, era già in stato di agitazione, con la carreggiata destra in direzione di via Malaspina totalmente occupata da automediche e autoambulanze e un grande numero di operatori. Dall’altra parte, automobilisti increduli indirizzati coattivamente verso via Serradifalco e un blindato della polizia con i soliti agenti in tenuta antisommossa a presidiare l’ingresso dell’Assessorato e ritengo, l’Ass. Russo.
Il motivo della protesta? Il mancato rinnovo della convenzione tra Regione e Coresa, comitato regionale della Sanità che tra gli altri riunisce le nove associazioni che si occupano del trasporto di emodializzati in Sicilia. Il presidente del Coresa, La Mantia, lamenta la mancanza di prospettive future a fronte di mesi di lavoro gratuito offerto dagli operatori e sottolinea che le giornate di sciopero significano ore di mancata assistenza ai più di mille pazienti della sola provincia di Palermo.
Ritengo comunque che l’agitazione sia anche da legare al fatto che la Sanità tutta in Sicilia sta vivendo un profondo stravolgimento, con la Regione che intende risparmiare sul servizio del 118 intestandosene la titolarità, a discapito degli interessi e del lavoro di quanti in questi anni hanno avuto in gestione il servizio stesso.
L’Assessore Russo dal canto suo attacca la protesta in quanto ingiustificata. La Regione intende solo ottimizzare, razionalizzare ogni spreco… (stupore).



Aldilà delle posizioni, mi punge vaghezza che finiremo come sempre dalla padella alla brace… Non mi pare che al di là della titolatità del servizio 118 o trasporto emodializzati, questa Regione possa vantare un passato scevro di sprechi o di malfunzionamenti.. E forse proprio la Regione, nella persona dell’Assessore Regionale è l’ultima persona che può puntare il dito contro altri in materia di danni al malato, al paziente…
Quindi per oggi e fin quando la protesta durerà, un solo invito: CORAGGIO EMODIALIZZATI, STANNO LOTTANDO (si spera) ANCHE PER VOI!
E voi incauti automobilisti di Palermo, attenti al mega blocco di Piazza Ottavio Ziino, pazientate!
Elisabetta Costantino
Fonte vignetta: www.messinaitalia.it

02 agosto, 2010

Fascia di rispetto

Come ne “La sottile linea rossa” arretrare qui significherebbe perdere i nostri sacrosantissimi diritti e darla vinta al prossimo. Quel prossimo che non paga, quel prossimo che sicuramente sporca, quel prossimo che panza e presenza arriva qui a fare i suoi porci comodi e pretende l’approdo migliore, pretende la finestra sul cortile…

Io ho una chiavetta che sancisce me e la mia progenie dominatori unici, senza possibilità di appello, di un regno delimitato visibilmente e invisibilmente da sacre assi di legno. Recinti, anzi meglio dire are, in cui serbare e ostentare i diritti acquistati ad inizio stagione. Dentro al nostro territorio, un cubo spiovente di pochi metri quadrati, i beni marchiati a fuoco da esporre lungo le fasce di rispetto del nostro mondo. Sì, fasce di rispetto, il rispetto che mi è dovuto e che pago, ogni anno.
Come in un film del buon caro ragionier Fantozzi, ogni anno con i miei giungo a questi territori rinfrescati dalla brezza marina. Scelgo Mondello, scelgo la spiaggia più vicina alla mia città, Palermo. Io non ho mai avuto la cabina… Rispetto chi fa scelte diverse dalla mia, ma io scelgo l’unico modo in cui si può disporre di un pubblico bene, ossia attraverso pubblico accesso in pubblica fascia di litorale marino.

Me lo godrò ancora per poco, mi dicono. Legambiente lamenta che l’arenile di Mondello indietreggia sempre di più… Colpa delle costruzioni su di esso che lo rosicchiano anno per anno, colpa delle cabine. Quest’anno in più dovrò scegliere attentamente dove posteggiare, pagare il posteggiatore abusivo o le strisce blu, perché gli accessi pubblici alla spiaggia sono soltanto due… Rispetto chi fa scelte diverse dalla mia. Sto nella mia fascia. Sto nei miei 30 metri di libertà.

Almeno fino ad oggi. Oggi infatti è successa una cosa strana. In quei merdosissimi 30 metri (scusate il tono vagamente seccato) si sono posizionati tutti i proprietari di cabina della piazzola retrostante. In fila davanti al mare, posto unico, biglietto assicurato: sedioline traslate in modo da assicurare i raggi solari e ombrellone in bella vista. Sono giunti quasi un’oretta dopo il mio arrivo. Un’ora dopo aver piazzato le asciugamano, quattro, della mia famiglia. E così come loro, al momento opportuno, quando la congiuntura caldo-brezza marina-acqua è sembrata la migliore possibile, sono giunti tutti i proprietari delle cabine retrostanti, occupando quasi tutta la fascia.

Allora la domanda mi sorge spontanea: perché mai chi paga per aver un proprio spazio riservato all’interno della spiaggia di Mondello, deve utilizzare anche gli spazi che sono riservati al pubblico che non gode di certi privilegi?
Perché chi paga per la cabina deve avere nel prezzo il plus valore dovuto al fatto che così, comodamente, in pochi minuti, può trasportare ombrelloni, sedioline, sdraio, asciugamano ed occupare la risicatissima fascia di spiaggia pubblica? Se mi venisse in mente di trasferire le mie cose nelle loro piazzole, sarei di certo multato.
Io ho rispetto per le scelte diverse dalla mia. Io ho rispetto… E aspetto con ansia che nel 2011 scada la concessione della società Italo-Belga per la spiaggia di Mondello. Aspetto che il nuovo feudalesimo del mare cada per sempre e con esso i suoi baroni, conti e re.
Elisabetta Costantino

Foto di elisabetta costantino

15 giugno, 2010

Auguri Albertone . . .

Oggi ricorrono i novant’anni dalla nascita del grande Alberto Sordi, sento il bisogno di dedicare qualche riga di tributo a questo grande testimone della storia italiana dal dopoguerra in poi.
Ne è testimone poiché ha attraversato quasi un secolo di vita del nostro paese (dalla prima guerra mondiale agli anni novanta) attraverso l’interpretazione di personaggi che a vario titolo rappresentano l’italiano medio, in tutti i suoi vizi e le sue virtù.
In verità più i primi che le seconde. Infatti, i personaggi da lui interpretati sono quasi tutti negativi, poco educativi ma rispondenti a una realtà indiscutibile, dipinti con una cattiveria a volte insopportabile, a volte affascinante ed a volte irresistibilmente simpatica.
Sono davvero pochi i personaggi da lui interpretati nei film (circa 150 in tutta la sua carriera) che oggi hanno perso d’attualità, quei pochi infatti sono rimasti “incastrati” nella loro epoca costituendone paradigmi altamente rappresentativi di quella realtà.
La sua carriera è durata circa 60 anni, si pensi che ha iniziato a recitare nel 1937 a soli 17 anni nel film “Scipione l’Africano” e che solo nel biennio 1954 - 1955 ha recitato in ben 20 films.
Tra i suoi ruoli più belli, attuali, struggenti, simpatici e rappresentativi della sua incredibile carriera voglio ricordare:

l’insopportabile perditempo de “I Vitelloni” di Fellini (1953)
il celeberrimo ragazzone tonto di “Un americano a Roma” di Steno (1954)
l’odioso maestro opportunista di “Bravissimo” di F. D’amico (1955)
il simpatico giornalaio de “Il Conte Max” di G. Bianchi (1957)
il pavido soldato de “La Grande Guerra” di M. Monicelli (1959)
l’incorruttibile vigile de “Il Vigile” di L. Zampa (1960)
l’incapace e improvvido imprenditore de “Il Boom” di V. De Sica (1963)
l’esterofilo antiquario de “Fumo di Londra” di A. Sordi (1966)
il medico arrivista de “Il Medico della Mutua” di L. Zampa (1968 – il mio preferito)
il perseguitato geometra di “Detenuto in attesa di giudizio” di N. Loy (1971)
il cinico ma realista rappresentante d’armi di “Finchè guerra c’è speranza” di A. Sordi (1974)
il tranquillo e feroce dipendente ministeriale di “Un borghese piccolo piccolo” di M. Monicelli (1977)
l’integerrimo giudice di “Tutti dentro” di A. Sordi (1984)
il nobile papalino inguaribilmente guascone de “Il Marchese del Grillo”
di M. Monicelli (1981)
e tanti, tanti altri ancora.

In tempi in cui in Italia ci sono ministri della Repubblica che fanno suonare Va’ pensiero al posto dell’inno nazionale all’inaugurazione delle scuole, radio che tifano Paraguay all’esordio dei mondiali di calcio, esponenti politici di primo rilievo che dichiarano che il Sud è campato dal Nord, mi piace pensare ad Alberto Sordi: Grande Italiano.

Auguri Albè.

14 marzo, 2010

A family affair (un affare di famiglia)

Poco tempo fa mi è capitato di imbattermi in un recente studio (2010) condotto dall’ OECD – Organisation for Economic Co-operation and Development, un’organizzazione di cui avevo già sentito parlare, ma di cui sinceramente ignoravo le finalità. Si tratta di un’istituzione nata in contemporanea con le politiche relative al Piano Marshall e in seguito ampliatasi oltre i confini americani con lo scopo di studiare, analizzare, migliorare lo sviluppo socio-economico di molti paesi attraverso ricerche altamente specializzate e rapporti analitici come quello che per caso ho letto.
Lo studio si chiama “Family affair” ed è stato ampliamente riportato da molti quotidiani italiani e da molte fonti sul web. Attraverso alcuni test e attraverso la raccolta di alcuni dati nei diversi paesi membri dell’OECD, si è dimostrato (con una ottima approssimazione e un relativamente basso grado di incertezza) che il background socio-economico dei genitori, parimenti al loro grado di istruzione (soprattutto di livello superiore, universitario) abbia un legame più che proporzionale con l’accesso all’istruzione e i livelli di reddito futuri dei figli.
Ciò è maggiormente vero in alcuni paesi dell’OECD, guarda caso…Italia, Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e meno in altri, in testa Nord-Europa, ma anche Corea e Australia.
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Come a dire che in Italia chi nasce in una famiglia di ingegneri, non solo ha un’alta probabilità di diventare un ingegnere anch’egli, ma anche se non intraprendesse la carriera dei genitori o del genitore, avrebbe una maggiore facilità di accesso sia a livelli più alti di istruzione che a livelli di reddito più alti di suoi coetanei provenienti da famiglie meno abbienti.
Tutto ciò, a livello socio-economico, si descrive come IMMOBILITA’  o SCARSA MOBILITA’ SOCIALE INTERGENERAZIONALE… Che per l’appunto l’OECD tenta di studiare allo scopo di mitigarne gli effetti.
Ovviamente l’OECD non è un ente filantropico che veicola messaggi di giustizia sociale per puro scopo caritatevole. Lo studio parte dal semplicissimo presupposto economico dell’EFFICIENZA. Minore mobilità sociale significa danneggiare e/o allocare in modo scorretto le risorse e i talenti di cui una società dispone. Inoltre, un’ineguaglianza nelle opportunità individuali offerte generano perdita di motivazione, e in ultimo di produttività dei cittadini che potenzialmente possono danneggiare il livello di crescita dell’economia.
Personalmente la cosa mi ha abbastanza impressionato… Non che fossi così sprovveduta da  non notare il fenomeno prima che un’organizzazione internazionale ne intreprendesse lo studio… Ma cacchio, vedere quelle barrette dei grafici sancire la definitiva e razionale consacrazione di uno status delle cose, estremamente vero per l’Italia, è stato come provare una sconfitta…Non so dirlo meglio di così.
Inoltre è come se, non solo se avessi digerito l’utopica visione della possibilità per ognuno di accedere ad un dignitoso livello di vita (reddito, salute, istruzione), ma anche la necessità economica di adottare misure di redistribuzione e di uguaglianza (ampiamente spiegate nello studio) fosse venuta meno…
La sensazione è che non solo i figli dei più potenti avranno sempre le migliori condizioni di accesso a qualsivoglia risorsa, alla faccia dell’uguaglianza sociale…(passi pure), ma che neanche dal punto di vista economico, a bene osservare le condizioni di vita odierne, gliene freghi una CIPPA dell’inefficienza…
Per inciso, nonostante l’amaro che rimane dopo la lettura dello studio, ci sono due o tre spiragli di positività: migrare verso altri paesi (ahahahah)…scherzo…
1. Politiche di redistribuzione, tassazione o aiuto finanziario agli studi
2. L’importanza di un ambiente scolastico diversificato e che accolga i cittadini in giovanissima età
3.Le individuali e ereditarie caratteristiche che possono fare di un individuo teoricamente svantaggiato, un fuoriclasse del futuro (del tipo, UNO SU MILLE CE LA FAAAA)
elisabetta costantino

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23 febbraio, 2010

Face…buuuuuuuuuuuuuuuuuuk

(Il buuu è onomatopeico!)
Il 21 scorso balza ai clamori della cronaca la notizia dell’ennesima perversione uscita da Facebook, ossia il gruppo “Giochiamo al bersaglio con i bambini down”. Non so..Ho avuto la notizia che se ne sia parlato molto nei canali ufficiali e poco nei vari blog o nei luoghi virtuali dl citizen journalism…
Posto da un articolo del Corriere della Sera.it la descrizione del Gruppo creato dal “genio” che si firma Il vendicatore mascherato: «I bambini down sono solo un peso per la nostra società... Dunque cosa fare per risolvere il problema? Come liberarci di queste creature in maniera civile? Ebbene si signori... io ho trovato la soluzione: Esso consiste nell'usare questi esseri come bersagli, mobili o fissi, nei poligoni di tiro al bersaglio».
A parte l’apologia di reato, la diffamazione e la più elementare DEMENZA e CRUDELTA’  di chi ha partorito una simile descrizione, mi chiedo ancora una volta l’effetto di questo social network sulle nostre vite. E’ forse divenuto più semplice esprimere idee aberranti e idiote come queste? Lo strumento (come molti mi ricorderanno) è neutro in sè: diventa “buono” o “cattivo” solo e soltando in base all’uso che se ne fa…
Ma ne siamo sicuri??? Fortunatamente, dopo quasi 800 iscritti (permettetemi… 800 esseri immondi), il gruppo ha chiuso battenti, ma se si fosse dovuto oscurare, la procedura sarebbe stata complessa e lunga… Il magistrato e soltanto lui, su richiesta (denuncia) avrebbe potuto decidere in tal senso e, stando i server di Facebook oltreoceano, attivare una rogatoria internazionale… Tempo regalato di visibilità e clamore ai creatori del gruppo, tempo per accendere lampadine di perversità in altre menti malate…
Quindi e vorrei anche confrontarmi con voi…La “distorsione” della comunicazione e del pensiero non viene fortificata e avvantagiata da strumenti come questi?
La facilità del clamore, del rimando mediatico, della impunibilità immediata, non fanno di Facebook una sorta di limbo in cui sostare con la sensazione di essere intoccabili???
Attendo commenti!!!!! :)
elisabetta costantino
gruppi

18 gennaio, 2010

Willwoosh…basta un poco di zucchero e la pillola va giù

A  dispetto del titolo un pò ardito… Io ho proprio chiaro quello che intendo. Willwoosh, Guglielmo Scilla da Roma, giovane youtuber alla prese con parodie e sketches sui modi di dire, di fare che ci più ci tormentano, è proprio come la canzoncina di Mary Poppins.
Sì, quel poco di zucchero che ti fa abbozzare un sorriso o deflagrare in una sana risata, oppure ridere compostamente di sè e di cose che sicuramente ci possono essere capitate. :)
Se prima ci interrogavamo sul caso di Laura Scimone…Qui non credo sia necessario: Will sembra essere nato per far ridere (spero non la prenda male). E lontano dal far sembrare i suoi video naturali o non costruiti, usa copioni, squadre di amici volenterosi, effetti speciali niente male e immagini da conservare per backstage!!!
Alcuni hanno intravisto Jack Black in lui…Per via delle smorfie…
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Ma al di là del fatto che possa assomigliarvi…Importa solo che Gu tube (il suo canale) sia un piccolo rifugio ad una giornata storta, un pausa dal lavoro, una risata con le amiche/amici…
FORTE GUGLIELMO…FACCE RIDE!!!!!!
Ps: spero Guglielmo voglia dedicarmi un video per la pubblicità :P e spero che possiate seguirlo su You Tube…Merita!!!
elisabetta costantino

26 dicembre, 2009

Topo Gigio addio...

Lo so...Natale è stato soltanto ieri e mi dispiace sinceramente interrompere questo clima di gioia e di serenità...Ma dobbiamo dar conto, per dovere di cronaca, della triste dipartita...


Ebbene sì....
La città non è più sicura.
Nemmeno per i nostri piccoli amici ed eroi come Gigio.
Basta MUNNIZZA INFAME.....
Basta discriminazioni nella raccolta (le solite strade sempre pulite e le altre sempre zozze....)
E soprattutto...DOVREMMO PAGARE ANCORA DI PIU' per sto schifo????

articolo e video di elisabetta costantino

14 dicembre, 2009

PoKer FaKe


Oggi vi presentiamo una piacevole novità.Capiterà che si uniranno a voi,
per poter liberare i pensieri su questo muro,
due giovani ragazze, le
StreetsGirlz
,
ragazze dalla strada;
loro cureranno questo nuovo spazio, Riflessi, provando a raccontarvi di come il giro perverso e silenzioso dei vizi proibiti, delle ingiustizie, del plagio e dell'influsso mediatico, messo in atto dal macrocosmo sociale, 'impatti' sul nostro piccolo mondo riversato sulle strade, sulla tribù dei giovani, s
ulla nostra vita, sui nostri amici.



Stasera in particolare, vi vogliono raccontare di come una nuova moda abbia invaso la loro dimensione, condizionando spesso le loro serate, e di come in effetti abbia invaso un po’ il mondo di tutti, magari anche il vostro, anche se ancora non sapete quanto.
Il gioco del ‘Poker’ è un ‘cash game’, ovvero gioco d’azzardo, in cui le puntate sono costituite da denaro. In questo gioco la fortuna non basta, deve appoggiarsi all’abilità del giocatore nella stima delle possibilità di vittoria e soprattutto nell'osservazione del comportamento dei giocatori, per indurli in errore tramite i cosiddetti bluff.
Per queste ragioni il nome ‘Poker’ deriva dal francese ‘Poque’,
la cui traduzione è ‘ingannare’.

La bellezza e il divertimento di ogni singola mano sono dati dal rischio.
Più alta è la puntata, più alto è il rischio; più alto è il rischio, più alta è l’adrenalina. Difficilmente, si riesce ad avere la prontezza e la lucidità giusta da capire quand’è il momento di ‘chiudere i giochi’ e ritirarsi; nella maggior parte dei casi invece si tenta il ‘tutto per tutto’.
Per questo a Poker non si vince e non si perde: a Poker si gioca.
E una volta svelate le maschere dei giocatori, resta ancora una maschera da svelare: quella del gioco stesso. ‘Ingannare’ è la parola d’ordine. Un lato della medaglia presenta il Poker come un passatempo piacevole, ma l’altro lato nasconde innumerevoli persone in rovina, che hanno perso patrimoni nelle nottate ai casinò, nelle bische clandestine e anche nelle stesse serate tra amici. Ma la cosa preoccupante nella società odierna è la possibilità di giocare ad una forma di ‘Poker online’: collegandosi a siti che fungono da sale da Poker organizzate, si ha la possibilità di giocare contro altre persone connesse da tutte le zone del mondo. Questo sistema ha causato l’inserimento nel giro di una fascia preoccupante di popolazione, quella giovanile, che navigando tra le varie pagine della rete si è ritrovata inserita in un mondo che conosceva appena, e di cui ora si sente esperta. E’ questo il fattore preoccupante: oggi i giovani non si rendono conto di come la ‘Poker-mania’stia invadendo la loro vita. Al giorno d’oggi la grande maggioranza dei ragazzi ti sa parlare di questo gioco, spiegare le sue regole, le varie strategie, le modalità, raccontare delle nottate con sigarette e sigari in mano passate a casa di qualche amico a giocare, mostrare la nuova collezione di fiches appena acquistata, parlare di ‘esperienza’. Un qualsiasi ragazzo iscritto al social network più diffuso del momento, Facebook, ha libero accesso all’applicazione ‘Texas Hold’Em Poker’, che conta 18.645.129 iscritti attivi al mese, e all’interno della quale l’utente ha la possibilità di sedere ad uno dei tanti tavoli virtuali, essere servito da una ragazza virtuale, giocando una mano virtuale, con la quale può vincere o perdere fiches virtuali che, in caso di perdita, possono essere comodamente riguadagnate con l’utilizzo di carte di credito non propriamente virtuali. Ad incrementare la diffusione della Poker-mania, oltre ai moltissimi siti internet in cui potere iscriversi e giocare, sono i giochi per playstation e per pc, come ad esempio ‘Poker Masters’, ‘World Series of Poker 2008’ o ‘Poker Simulator’ , che non fanno altro che trasformare nei giovanissimi fan del Joystick il passatempo del gioco in una vera e propria ossessione. Partecipano anche le immagini mandate tramite i cartoni animati più in vista, come i ‘Simpson’ o i ‘Griffin’, per non parlare dei molti film usciti in quest’ultimo periodo tra i quali esempi si possono citare ‘The Sting’ (La stangata), ‘Casinò Royale’, ‘21’, ‘Parlami d’amore’, ‘Rounders’, ‘California Poker’. La televisione ormai da tempo ha inoltre contribuito in larga scala mandando in onda programmi interamente dedicati al gioco d’azzardo, tra i quali è divenuto ormai famoso ‘Poker Mania’, in onda in seconda serata; ed anche nel campo musicale, cantata da Lady Gaga è uscita ‘Poker Face’.
Ma non è solo per creare un’omonimia scherzosa con questo brano che abbiamo scelto questo titolo per articolo: ‘Fake’ è un termine inglese che nel mondo dei giovani viene usato per dire ‘Falso’. E ci siamo date il permesso di usarlo in quest’ambito per lanciare un allarme sulla falsità di questa nuova dimensione, la falsità e l’illusione dell’esaltazione che può causare, la falsità del Poker stesso. Dalle Poker Room che, durante tutto l’anno, mandano ai giovani sms con inviti a riunioni e partite ai tavoli, fino ai tanti tornei notturni con ingresso libero: i ragazzi rimangono così sempre più coinvolti in quello che sembra essere una nuova moda divertente, o lo sfizio di una notte da passare in modo diverso. Ma gli sfizi di una notte diventano facilmente consuetudine, diventano rinuncia alle uscite serali per la scelta del chiudersi in casa sopra un tappeto verde, diventano ore di sonno perse dietro le carte da gioco. Sempre più spesso i ragazzi propongono la soluzione del Poker alla tanta noia che circonda il popolo dei giovani nelle strade. La città non propone nulla? Il Poker ti sistema qualche ora di piacere e tensione che può tranquillamente e
ssere sciolta con la sigaretta, che, unita alle carte in mano, ti fanno più ‘serio’, finché l’intera serata non si perde nella cenere o, peggio, nell’alcool. Un vizio tira l’altro. Quello di cui ci si preoccupa è che tutto questo porti ad una lenta ed inesorabile abitudine al gioco d’azzardo, alle puntate sempre più alte, a maggiori ambizioni di nuovi livelli di gioco, fino all’inevitabile dipendenza con i danni conseguenti che ben conosciamo. Ed è inaccettabile pensare che l’assuefazione cominci fin da adesso, nascosta sotto stimoli, quali giochi o film, che si occultano dietro la loro innocenza, e che lo Stato non faccia niente per fermare tutto questo, ma che al contrario ne partecipi. Uno dei numeri della rivista ‘Panorama’ intitola la sua prima pagina ‘Perché tutti gridano ALL-IN’, spiegando come il Poker sia ormai un business da 2 miliardi, un ‘gioco’ che si possa praticare a qualsiasi ora del giorno e della notte, principalmente online, e di come abbia cambiato la vita a molti, trattando perfino una rubrica apposita sui segreti e consigli per divertirsi col Texas Hold’em. Questa è la conseguenza di un grosso velo che sta gettando lo Stato su questo grande boom. Quello che noi chiamiamo problema lo si vuole far passare per ‘miracolosa soluzione’, dalla quale l’economia trae un grande slancio, e con la quale si migliora la questione della disoccupazione grazie ai moltissimi posti di lavoro nelle oltre 6000 imprese italiane private che traggono guadagni dall’industria del Poker.
Quello che chiediamo ai ragazzi come noi è che, se proprio devono giocare, abbino almeno la stoffa del vero campione, che usino la testa, l’intelligenza, la prudenza, che sappiano quando ritirarsi e che capiscano che i soldi facili sono facili a venire come ad andare, e che quello del Poker è un gioco, si, ma solo finché resta tale; perché quello che noi vi vorremmo fare notare è che ‘Panorama’ vi dice, ed è vero, che il Poker ha cambiato la vita a molte persone, ma è pur vero che non vi dice come.


04 novembre, 2009

"Campagne..."

Spunti dal web...Non voglio scrivere molto. Oggi mi hanno colpito queste due immagini: due testimonianze visive di due "campagne" diverse...Campagna di idee europea e campagna pubblicitaria della provincia di Bolzano...
elisabetta costantino



22 ottobre, 2009

Laura Scimone (se non è d'impatto lei....)

Da un blog ad un altro, oggi come in tanti pomeriggi di ritorno dal lavoro...Puro Kazzeggio: kazzeggio informativo, kazzeggio chattereccio...e poi lei.
Non voglio aggiungere nulla. Sarebbe riduttivo, anzi OFFENSIVO.
Ma come fa lei, voglio invitarvi: COMMENTATE, COMMENTATE, COMMENTATE!!!! Baciozzi...(sono entrata nel personaggio)
Ps: e soprattutto è di Palermo!!!!



19 ottobre, 2009

Passeggiando in via Condotti...


Passegiando in via Condotti,
i tuoi passi li paghi, senti che ogni singolo movimento del piede è a pagamento. La sensazione è strana: nonostante la pesantezza dei giorni di una crisi che non è qui, che non tocca questa via, ti aggredisce il leggero salire di bollicine. Sì bollicine. Ti snervano, ti esaltano, c'è oro, ci sono i colori, quelle marche, i flash dei fotografi...C'è Brad, Richard e Clooney: il glorioso film festival. C'è chi tenta di ingannare perfino il diavolo...Come Parnassus.
Dopo aver tentato di ingannare la crisi, il freddo pungente di 7 gradi, il senso di nausea e se stesso.
C'è chi tenta di ingannare lo stato e la morte e ha un papello di cose da dire...Per non morire, per non rischiare di vivere, ancora...così.
C'è chi picchia il bambino disabile che le era stato affidato e che forse dovrebbe pregare adesso per non soffrire nella propria anima quella disabilità.
Ma restiamo in via Condotti: scarpe troppo alte. Inciampo.
Prendo un drink: sì, mi dia un succhiotto e dove lo devo prendere? Da dietro...? A sì. E rido, ridiamo.
Ridiamo qui, come si ride altrove. Non di più. Forse però in modo più chiassoso.
Non che la risata non sia giusta...Soprattutto in questo periodo di crisi...
La piega terrà ancora. La calza non è smagliata.
E se non trovo un cazzo di motivo per ridere.
Posso sempre sorridere. Sì. Misuratamente sorridere.
Alla vita, alla speranza, alla voglia di non perdersi. Alle vetrine di via Condotti.
Elisabetta Costantino

23 agosto, 2009

Ho vinto il superenalotto, faccio il botto...mi tocca

Da una frase di Caparezza alla realtà...ebbene sì, è stato sbancato questo straordinario jackpot in provincia di Massa Carrara e povero quel vincitore mi viene da pensare...
E mentre penso, attanagliata dai gradi percepiti a causa della crescente umidità sicula (così come suggeriscono i tanti colonnelli dell'aeronautica), scorro tra blog e portali gli occhi intorpiditi e secchi. Il cristallino mette a fuoco più lentamente e lo fa anche per difendersi dalle tante notizie che non vorrebbe vedere, che non vorrebbe dover guardare...Ma invece si inbatte in titoli di questo tipo: "Gay aggrediti, accoltellatore solodenunciato: scontro sindaco-Procura". Noto che è una notizia di oggi, fresca, di giornata...noto che mi trovo sul portale del Messagero...
Leggo, divoro le parole del giovanne accoltellato che si aggirava vicino la Gay village all'Eur, Roma. Adesso è in ospedale in condizioni gravi, ma per fortuna non gravissime. Un testimone oculare racconta della sua paura, della paura che l'aggressore sia ancora libero e del fatto che quell'inidviduo l'ha veduto bene in volto...Leggo del compagno della vittima che vorrebbe andar via dall'Italia e restituire il suo passaporto polemicamente. Leggo delle dichiariazioni del Sindaco Alemanno, indignato che l'aggressore sia libero per un cavillo giuridico...Infatti non c'è stata flagranza di reato e quindi il tipo s'è beccato solo una denuncia...contro ignoti...

Nessuno li ha aiutati. Nessuno è intervenuto, tranne quell'unico testimone così sollecito che ha faticato per farsi aiutare, per chiamare aiuti.

è caldo. Non vorrei dover scrivere nulla. Ma devo.
Il caldo degli incendi ad Atene, il caldo delle bombe in Iraq, il caldo torrido dell'Afghanistan, il caldo di una Sicilia che non brucia più di passioni. è troppo caldo. troppo da sopportare. troppo che perfino non riesce più a sudare e a respingere queste tossine...

voglio fare fresco. barca ad olbia-tempio, jet con air conditioning, ghiaccio nel mio mojto, idromassaggio e acquaterapia...AUGURI MIO CARO PLURI MILIONARIO....tutto questo fresco da oggi è tuo!

elisabetta costantino

Foto "Sun, moon, stars" di Patrick Demachelier

24 giugno, 2009

Arrivano gli IZZERò di V.B. Zingales

Li troverai all'angolo. Di fianco. In silenzio. Fra le trame della polvere. Con la muffa tra le palle, in attesa che da uno spicchio di luna coli il giusto e il dovuto. Li troverai con le dita ficcate tra le tasche dell'oblio... Pronti ad emergere da tutte quelle piazze in grigio scivolanti in basso. Ognuno di loro sarà un bisbiglio. Sarà una lettera. E una parola. Non indosseranno divise. Nè recheranno vessilli. E neppure emblemi. Li troverai sulle linee degli scarti. Sulle retrovie del pensiero. "Fra i coglioni delle nuvole più basse". Magari ne incrocerai uno e ti verrà facile. Sarà un riflesso e poi un lampo. L'innesco e una domanda. "Perchè gli Izzerò?" Come un cazzotto in faccia: "Perchè dagli incubi non voglio più imparare la vita".
E li vedrai andare via dagli angoli e colorare il grigio delle piazze.



Grafica di Andrea De Luca, video "Under pressure" di Bowie-Mercury

19 giugno, 2009

Rughe d'espressione

Incanutendo diventiamo meno cauti
accoccolati sulle pieghe della nostra vita
pesiamo come macigni
abbiamo parole che non possono essere ascoltate
che non vogliono essere ascoltare...
Abbiamo rumore e chiasso misti ad odore di urina e borotalco
Lenti ,violenti, forti che mai lo eravamo stati
Dolci ed irascibili
aspettiamo soltanto che l'alba si faccia tramonto.









disegno di laura lo piparo

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